giovedì 27 marzo 2014

La differenza tra le chiacchiere e i fatti

Il Piano di Utilizzazione Agricola (PUA) di Tuscolo, realizzato dalla Società Agricola Tenuta Fonteia, fa ancora parlare di sé. Stavolta è il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio a farlo. Con sentenza n. 02705/2014 respinge il ricorso che i proprietari avevano presentato contro il Comune di Grottaferrata.
Ricordiamo i termini della vicenda. A seguito di un Esposto presentato da: Il Piccolo Segno, l’associazione U Lengheru Neru e Italia Nostra  Castelli Romani, i Carabinieri di Grottaferrata hanno effettuato dei controlli presso il PUA del Tuscolo per verificare la regolarità di alcune opere realizzate. A seguito di questi controlli, che hanno evidenziato diverse e gravi irregolarità, il Comune di Grottaferrata ha emesso un’ordinanza di demolizione intimando ai proprietari stessi di esercitarla, pena l’acquisizione al patrimonio pubblico. I proprietari, come del resto era prevedibile, hanno presentato ricorso al TAR contro questa ordinanza emessa dal comune, ma lo hanno fatto, secondo la sentenza, fuori termine consentito. Pertanto il TAR respinge il ricorso per inammissibilità.
Il PUA di Tuscolo è vicenda annosa, divenuta simbolo di una certa disattenzione rispetto ad interventi edilizi in ambienti delicatissimi e pregiati, nonché di una certa “leggerezza” amministrativa. Contro questo atteggiamento, contro questa aggressione alla bellezza del paesaggio, alcune associazioni di Grottaferrata si sono battute. Non si sono arrese mai; ricordiamo articoli ed interventi sulla famosa “piscina” fino alla presentazione dell’Esposto che ha prodotto i risultati che si conoscono. Non sappiamo se ci sono ancora margini di intervento per i proprietari. Staremo a vedere. Resta il fatto che le preoccupazioni e i rilievi addotti dalle associazioni, sono stati confermati e hanno prodotto risultati tangibili. La strada per ristabilire il rispetto delle norme è ora più facilmente percorribile. Certo è che resteremo con gli occhi aperti e continueremo a vigilare perché la vicenda si concluda con il rispetto totale dell’ordinanza comunale. 
Battersi attivamente per la tutela dell’ambiente e del Paesaggio è un impegno permanente, che andrebbe esercitato sempre; non è una “parola d’ordine” da sventolare solo in campagna elettorale. In questo periodo è facile sentire queste “sirene elettorali” che sbandierano la “tutela” come se fosse loro pane quotidiano. Molti di noi, che militiamo e ci siamo impegnati a vario titolo in redazioni di giornali e associazioni locali, da anni stiamo lavorando su diversi temi territoriali, ambientali, sociali e culturali. Questo impegno oggi lo stiamo mettendo al servizio di un progetto politico che fa della tutela dei beni comuni, a partire da quelli ambientali, una battaglia di eccellenza. Lo vogliamo sottolineare perché ci sembra giusto che i cittadini siano informati del fatto che La Città al Governo è un movimento costituito da persone che non da oggi parlano la lingua della tutela dei beni comuni, ma che da anni esercitano l’impegno civile e politico su questi temi.
La differenza tra chi fa chiacchiere e chi fatti è tutta qui.

Luigi Fortini
Enrico Tullio Pizzicannella

martedì 11 febbraio 2014

Lottizzazione Cartabrutta: una vicenda proprio brutta

La lottizzazione cosiddetta “Cartabrutta” è un intervento di “tumefazione territoriale”, un cazzotto urbanistico per intenderci. Non solo e non tanto per una questione estetica quanto per l’assoluta illogicità di un simile intervento; sempre, beninteso, se si considera l’interesse dei cittadini e non quello dei costruttori. Non è che ci vuole la laurea in “urbanistica” per capire che lì, in zona Pratone-Cartabrutta, 37.000 metri cubi non dovrebbero realizzarsi perché l’area è già ampiamente satura, congestionata, sofferente; sarebbe sufficiente una laurea in “buonsensologia”. Ma il buonsenso, quando sono in gioco affari e politica, di solito va a farsi benedire. Come si fa a concedere un simile intervento quando è del tutto evidente - basta andarlo a vedere – che la rete viaria è praticamente formata da viottoli di campagna? Mandando in tilt il traffico automobilistico nelle ore di punta e non solo? Stradine anguste che definire dissestate è un eufemismo? Anche sull’Anagnina alle otto di mattina la fila di automobili verso Roma inizia ben prima del semaforo di Pratone. Si tratta di chilometri di fila e non c’è strada che tenga. A Pratone-Cartabrutta se ne possono costruire anche cento di strade ma tutte, invariabilmente andranno a cozzare con i limiti oggettivi della via Anagnina. Ci vuole una scienza particolare per rendersene conto? Per non parlare poi della carenza di servizi già ora, figurarsi dopo l’intervento autorizzato.
Quando noi “ambientalisti”, come veniamo definiti da alcuni facili etichettatori, parliamo di “raggiunti limiti fisici del territorio”, di superamento delle “capacità di carico ambientale”, di “interventi non sostenibili”, ci riferiamo proprio a questi dati di fatto, ma dall’altra parte, fra i decisori politici o tra gli integerrimi funzionari comunali, non ci sono orecchie disposte all’ascolto, piuttosto sembra di aver a che fare con le tre scimmiette di non vedo, non sento, non parlo.
Un intervento edilizio come questo, può anche essere conforme alle previsioni urbanistiche di Piano regolatore, ma se da altri punti di vista - dotazione infrastrutturale e delle reti di servizi – presenta problematiche evidenti ed incontrovertibili allora simili interventi si devono semplicemente impedire. In questo quadro si iscrivono tutte la responsabilità di una classe politica grottaferratese che ha amministrato fino ad oggi, che non è riuscita a difendere il suo territorio, adeguando lo strumento urbanistico alle mutate condizioni che nel frattempo si sono venute creando. Nessuno ci è riuscito. Il fallimento politico è evidente e totale.

A maggio prossimo si svolgeranno le elezioni comunali, e dunque, dopo un lungo letargo, la politica ricomincia a teatralizzare ogni singola vicenda. Figurarsi su una questione come questa della lottizzazione “Cartabrutta”. Gli strali da destra: “è tutta colpa della sinistra!”Come se negli ultimi venti anni, la destra non avesse governato Grottaferrata per almeno dieci anni e tre legislature. Ma per favore! 
Dal centro-sinistra, diciamo pure dal Pd, i messaggi su questo tema sono più rarefatti, avvolti in una certa, tipica ambiguità. Bertuzzi in un recente articolo ha affermato “È ormai necessario prendere atto del superamento dello schema economico su cui si è basato lo sviluppo della nostra cittadina negli ultimi quarant’anni improntato sull’edilizia”. Buon giorno Signor Bertuzzi, benvenuto nel paese reale. Una domanda. Ma fino ad oggi Lei dove è stato? Lei che si autodefinisce un fondatore del Pd di Grottaferrata? L’impressione è che le sue siano parole, affermazioni di comodo per far vedere che Lei è il nuovo. Lei è una figura “gattopardesca”, il finto cambiamento perché tutto resti com’è. Per non parlare dell’altro candidato alle primarie Broccatelli che, ad un giornale locale avrebbe rilasciato la seguente dichiarazione: ''Spero che le difficoltà portate da questa delibera (approvazione della lottizzazione Cartabrutta n.d.r.) nell’ambito delle primarie del Centro Sinistra a Grottaferrata siano per l’elettorato, fonte di riflessione sulle figure di rappresentanza politica che un territorio dovrebbe avere, scevre da rapporti di interesse diretto''. Signor Broccatelli, ce l’ha con qualcuno in particolare? Magari del suo stesso partito? Se è a conoscenza di qualche incompatibilità non sarebbe il caso di dichiararlo alla luce del sole invece che con frasi, come dire, sibilline?


Per rendere ancora più evidente il NO alla lottizzazione di Cartabrutta, probabilmente sarebbe stato sufficiente far realizzare dall’Università uno studio sui flussi di traffico e sulle dotazioni della rete stradale dell’area Pratone-Cartabrutta. Con uno studio del genere negare le autorizzazioni a costruire sarebbe stato più semplice, certamente giustificato e sicuramente avrebbe retto anche in sede giurisdizionale. Ma tant’è. Nessuna Amministrazione lo ha fatto, diciamo che non ci hanno neanche provato. I cittadini ringraziano e speriamo neghino il voto ai signori della vecchia politica alle prossime elezioni comunali.

lunedì 3 febbraio 2014

Lista Tsipras, dipende da te. Firma insieme a Camilleri, Flores d’Arcais, Gallino, Revelli, Spinelli e Viale

Per cambiare l’Europa succube dei poteri finanziari, Andrea Camilleri, Luciano Gallino, Barbara Spinelli, Marco Revelli e Guido Viale, insieme al direttore di MicroMega Paolo Flores d’Arcais, hanno lanciato la proposta di una lista della società civile per le europee, che candidi Tsipras alla Presidenza della Commissione di Bruxelles.
Chiediamo a te e a ogni cittadino italiano di partecipare a questa iniziativa
 con la stessa convinzione ed entusiasmo dei promotori, di raccogliere adesioni, di responsabilizzarsi in comitati di sostegno, di comunicarci le vostre disponibilità per l’organizzazione e la comunicazione, perché i protagonisti veri di questa battaglia siete voi.
Se saremo in tanti, riusciremo nell’impresa. Altrimenti il 25 maggio l’alternativa sarà solo tra i partiti protestatari, i conservatori, e l’astensionismo.
Oltre la sacrosanta indignazione, cominciamo ad agire. Noi ci crediamo. 

domenica 26 gennaio 2014

Tuscolo trasformato in circuito per auto da corsa: alla faccia della tutela

Sembra incredibile ma Domenica 26 gennaio, chiunque avesse voluto recarsi al Tuscolo non poteva farlo.  La strada provinciale che dalla via Anagnina sale verso il Tuscolo, era interdetta al traffico veicolare. Motivo? Era in corso niente di meno che una gara di rally. Veloci e rumorosissime automobili sfrecciavano lungo la strada provinciale, tra boschi, prati e colline.
Luoghi di pregio paesaggistico, ambientale e archeologico erano incredibilmente trasformati in un circuito per auto da corsa. Un fatto assurdo, ingiustificabile sotto tutti i punti di vista.
È appena il caso di sottolineare che il Tuscolo è una delle aree di maggior pregio dei Castelli Romani, certamente di Grottaferrata, soggetto a tutti i vincoli possibili, di proprietà di un Ente pubblico come la Comunità Montana dei Castelli Romani che ne ha fatto un Parco Archeologico con grande enfasi, e soprattutto è inserito all’interno del perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani, un Ente cioè che ha, per legge, l’obiettivo specifico di tutelare l’ambiente naturale e gli equilibri eco sistemici.

Immaginiamo che gli organizzatori del “Rally del Tuscolo” abbiano ottenuto tutti i permessi e le autorizzazioni del caso visto anche la presenza della Polizia municipale. Ci chiediamo come sia stato possibile autorizzare una gara che ha un impatto ambientale così pesante sugli equilibri naturali, anche solo considerando la presenza di una consolidata fauna selvatica. Impedire ai cittadini di poter fruire un luogo generalmente molto frequentato specie la domenica mattina per consentire ad un gruppo, peraltro esiguo, di appassionati di scorazzare in lungo e in largo con le loro automobili da corsa, ci indigna profondamente. Chiediamo ai responsabili degli Enti preposti alla tutela, come sia stato possibile autorizzare lo svolgimento di una così pesante manifestazione per auto da corsa in un ambiente come quello tuscolano che dovrebbe, al contrario, essere proprio salvaguardato da simili eventi.

giovedì 9 gennaio 2014

E SE DOMANI (l'ardua strada delle riforme)

"E io chiedo agli economisti politici, ai moralisti, se hanno già calcolato il numero di individui che è giocoforza condannare alla miseria, al lavoro eccessivo, alla demoralizzazione, all'infanzia perenne, alla più abietta ignoranza, alla disgrazia ineluttabile, alla penuria assoluta, per produrre un ricco."
Con questa domanda retorica Almeida Garrett, scrittore e uomo politico portoghese vissuto nelle prima metà dell'ottocento, poneva la questione della iniqua distribuzione della ricchezza nella società del suo tempo. Non so se all'epoca esistessero strumenti idonei per formulare una risposta numerica all'interrogativo e se, eventualmente, qualcuno lo abbia fatto, ma la necessità di porre la questione derivava dalla consapevolezza che si trattava di grandezze enormi, socialmente inaccettabili.
Oggi la domanda è oltremodo attuale. Viviamo in un contesto socio- economico diverso, formalmente democratico, ma condizionato da poteri enormi che si intrecciano a formare una inesorabile rete da pesca nel grande mare dell'umanità: dal paradosso cinese alle favelas brasiliane, dal terrorismo islamico alla questione palestinese, dalla pretestuosa guerra irachena alla repressione siriana e così via guerreggiando, tutto è funzionale alla conservazione di preminenza da parte delle oligarchie economiche mondiali. Ma di fronte a questa situazione e ad una crisi economica di vaste proporzioni e ad una deriva politica che occorre in qualche modo arginare, soprattutto in Italia, non si può evitare di interrogarsi sul modello economico, sociale e culturale che le comunità hanno necessità di costruire per diritto di sopravvivenza.
Alla domanda di Garret possiamo oggi fornire una risposta precisa. Da uno studio della Banca d'Italia, reso noto nel marzo del 2012, risulta che nel nostro Paese le dieci persone più ricche posseggono i beni di tre milioni di italiani poveri! Si, 10 su 3.000.000! Potremmo quindi rispondere che in Italia per fare un ricco dobbiamo condannare alla povertà trecentomila persone, una città come Venezia. Ma a rendere ancora più odiosa la cosa è l'indifferenza o la connivenza della politica che, oltre a non promuovere adeguati provvedimenti di contenimento delle ingiustizie sociali, ha tollerato, e spesso incentivato privilegi e furfanterie di ogni genere (top-manager che mandano in dissesto le aziende e se ne vanno con liquidazioni milionarie, dirigenti che in venti anni vedono gonfiarsi le proprie retribuzioni da 25 a 400 volte quella dei loro dipendenti, tesorieri di partito che, a vantaggio personale o a copertura di consorterie, accumulano patrimoni e gozzovigliano utilizzando i copiosi e ingiustificati rimborsi elettorali, ecc. ecc. - è superfluo qui ricordare tutto quello che quotidianamente i media ci raccontano).
In Italia c'è molto da fare. E i partiti cosa fanno? Ma i partiti di sinistra cosa fanno? Parlano di riforme, ma di quali riforme? Dimenticano che il termine "riformismo" è stato coniato per identificare lo strumento da utilizzare per costruire il socialismo con metodi non rivoluzionari. Successivamente per riforme si è inteso riferirsi a trasformazioni profonde dell'ordinamento sociale, ma oggi invece s'è confuso questo termine con un normale prodotto legislativo per cui tutti, chi più e chi meno, si possono definire riformisti ( abbiamo avuto persino la riforma Gelmini!).
Le riforme, quelle vere, comportano costi economici e sociali che a qualcuno debbono essere accollati. Ma se a pagare sono sempre gli stessi, le categorie più deboli, più agevolmente attaccabili, meno abbienti, ci si dovrà pur far carico di contrastare e porre rimedio a questa iniquità. Né è possibile accettare, nella migliore delle ipotesi, che a pagare non sia nessuno, perché ciò vorrebbe dire che si spacciano per riforme aggiustamenti tecnici che riforme non sono.
E i partiti cosa fanno? Prendiamo il PD, che dovrebbe essere l'asse portante di un governo delle sinistre o, più probabile, di centro-sinistra, ma forse di centro-sinistra-centro (tanto per orientarsi come con una bussola). Esso è nato con il dichiarato intento di rappresentare la vocazione riformista della tradizione politica italiana di impronta laica, socialista e cattolica. Quasi una riedizione del "compromesso storico", il progetto di Berlinguer teso ad unire le forze popolari di sinistra e di centro su posizioni autenticamente democratiche per scongiurare soluzioni autoritarie e tentazioni golpiste. La vicenda cilena aveva accelerato quella elaborazione, ma la differenza con la proposta del PD è sostanziale: mentre per Berlinguer il nuovo corso politico, sostenuto da un crescente consenso verso il PCI, sarebbe dovuto avvenire con un coinvolgimento emotivo delle masse popolari, rappresentate dai maggiori partiti e che sarebbero state artefici e beneficiarie del patto sociale (un sogno irrealizzato), invece il PD è stato creato con una fusione a freddo tra nomenklature e apparati politici distanti dalle istanze popolari, e distanti perché impegnati esclusivamente a intessere rapporti di potere, e per di più con una alleanza limitata ad una parte minoritaria della ex DC. E così il PD arranca tra contraddizioni interne, esaltanti primarie e brucianti sconfitte. Utilizza il riformismo come paravento per nascondere un deserto di progetti e di ideali. E Renzi? Bah, la strategia forse è buona, ma la meta?
Si può anche decidere di abbandonare definitivamente l'idea di un modello socialista, ma allora lo si dica chiaramente e non si mascheri la mancanza di riferimenti con la foglia di fico del riformismo (emblematica è la vicenda della collocazione del PD nell'ambito dei gruppi del parlamento europeo).
Alessandro Gilioli, nel suo pamphlet Chi ha suicidato il PD, con riferimento al veltroniano "ma anche", sostiene che a mescolare l'acqua calda con quella fredda si ottiene soltanto acqua tiepida. La cosa è ovvia, ma non necessariamente inutile. A volte può servire anche l'acqua tiepida, però per cuocere la pasta occorre l'acqua bollente e per raffrescare la frutta occorre l'acqua fredda. Il problema sta tutto qui: non si può essere sempre tiepidi, moderati, ambiguamente pragmatici.
Ripensare il modello economico, i caratteri della società, la qualità dell'ambiente e delle persone prima che il tessuto sociale venga definitivamente corrotto è un imperativo. Qualcuno può ritenere che si tratti di rigurgiti ideologici? Parlare di nuovi equilibri, nuovi orizzonti dove creare condizioni più umane, più giuste, è un fatto ideologico? Io direi piuttosto, e più semplicemente, che è un dovere politico cui adempiere. La sinistra non deve per forza coincidere con posizioni ideologiche, però non può rinunciare al ruolo storico di farsi carico del cambiamento.
È vero, nessuno può chiamarsi fuori. Separare con nitidezza le responsabilità è impossibile. Oltre alle gravi colpe della politica quasi tutti, o forse tutti, direttamente o indirettamente, chi poco e chi molto, abbiamo contribuito ad aggravare i problemi della nostra società: in cabina elettorale o astenendoci dal voto, con l'evasione fiscale o non pretendendo lo scontrino fiscale, con i concorsi truccati o trovando una corsia preferenziale per un esame clinico, con l'abusivismo edilizio o con l'inquinamento, con il massimalismo o con l'indifferenza.
C'è un presente che non ci piace e in cui stentiamo a riconoscerci, anche se abbiamo contribuito a costruirlo. La consapevolezza di questa corresponsabilità deve costituire la forza per un impegno morale e sostanziale verso il rinnovamento. Certo non siamo tutti uguali, le diversità comportano inevitabilmente differenze di condizione, anche economica, ma ciò che la sinistra non può accettare è che in ragione di modelli socio-economici quelle diversità vengano accentuate o utilizzate per compiere atti di sopraffazione.
Bisogna costringere le forze politiche, o i residui brandelli di esse, a prendere atto che occorre una svolta decisa e decisiva. Un nuovo pensiero deve farsi strada e va sospinto: e se il futuro veramente stesse soltanto in una compiuta giustizia sociale? Ripartiamo da qui.

Ruggero Capulli

sabato 4 gennaio 2014

A proposito di elezioni grottaferratesi

Fabrizio Giusti sul Mamilio riflette sulle prossime elezioni grottaferratesi. La sua tesi è questa: Grottaferrata è un paese in crisi. Ristorazione, Commercio, Mercato immobiliare sono fermi. Nella cittadina più ricca dei Castelli la crisi si fa sentire eccome! Dunque, conclude Giusti, parlare di Urbanistica e di Rifiuti zero in queste elezioni conta poco; occorre non solo dare risposte politiche ma sociali ed economiche; (come se le risposte “sociali ed economiche” non presuppongano scelte che, inevitabilmente, sono politiche).
L'analisi di Giusti merita però attenzione.
È proprio vero che Urbanistica e Rifiuti siano argomenti che c'entrano poco nel confronto amministrativo delle prossime elezioni grottaferratesi? Che tipo di risposte possono dare i Comuni alla crisi generale considerato che sono proprio loro i primi a subire le conseguenze delle inique leggi di stabilità che tagliano risorse e servizi?
Se gli esercizi commerciali chiudono non si può addossarne la responsabilità ai Comuni. La crisi è una crisi di sistema, di modello economico globale; pensare si possa tornare alla situazione pre-crisi è pia illusione. Senza un profondo cambiamento degli stili di vita non si andrà da nessuna parte. Ridefinire le priorità, mettendo al primo posto sostenibilità ambientale, sobrietà, lotta allo spreco, qualificare piuttosto che quantificare; tutti valori immateriali che fanno la differenza e sui quali i Comuni possono dire la loro.
Affermare che in queste elezioni la “discussione sull'urbanistica sia fuori luogo” è un errore. Grottaferrata ha un PRG vecchio di 40 anni. L'incapacità di aggiornare questo strumento urbanistico per renderlo adeguato alle esigenze dell'oggi, ha comportato guasti enormi al territorio, una urbanizzazione diffusa ed estensiva con maggiori costi sociali per servizi ed infrastrutture che alla fine pagano tutti i cittadini. Oggi a Grottaferrata, malgrado la caduta verticale del mercato immobiliare e l'invenduto, sono tra 150 e 200mila i metri cubi già richiesti dai privati per l'edificazione. Significa 1000/1500 abitanti, a cui vanno poi portati i servizi e le infrastrutture con elevati costi che paghiamo noi cittadini; e chi altri sennò! Già perché gli oneri di urbanizzazione, vengono utilizzati dai Comuni per le spese correnti, visto che non ci sono soldi. Tappare un buco oggi per averne dieci domani. Questa è politica della lungimiranza o è un suicidio amministrativo programmato? Dunque andare a prevedere ulteriore consumo di suolo per costruire ulteriori case per avere ulteriori abitanti per consentire ulteriori guadagni per pochi, non è la strada da perseguire, proprio il contrario: Consumo Zero di suolo.
L'abusivismo è un fenomeno deleterio; è comunque una pratica costosissima per i cittadini, perché l'italianissimo vizio di mettere sempre qualche pezza a posteriori - leggi condoni o pseudo perimetrazioni - non solo premia chi non rispetta le regole (e questo è disastroso sul piano etico ed educativo) ma “costringe” la Comunità dei cittadini a caricarsi i costi dell'abusivismo in termini sia dei soliti servizi sia delle solite infrastrutture. Lotta irrinunciabile e senza quartiere all'abusivismo è la strada da perseguire.
Le questioni “urbanistiche” sono tante e complesse, ma già questi due esempi generali fanno comprendere quanti soldi pubblici ci sono in ballo e dunque, parlarne e prendere posizione, non mi pare proprio sia “fuori luogo”.
Vogliamo parlare di rifiuti? Del fatto che se si riuscisse ad ottenere un risultato del 75% di raccolta differenziata si potrebbe conseguire un abbattimento dei costi a vantaggio di tutti? A differenza di quello che abbiamo subito nella passata amministrazione nella quale non si è riusciti neanche a trovare un'area per l'isola ecologica dopo averne cambiate tre? La proposta del Circolo Zero Waste sui Rifiuti Zero è una risposta su come si possa far risparmiare denaro ai cittadini, su come si possono avviare sistemi di recupero del rifiuto per creare posti di lavoro, insomma su come si possa trasformare i Rifiuti da problema a risorsa. Capisco che il tema appaia poco avvincente ma anche qui, stiamo parlando di “ciccia”, delle tasche – e degli interessi - dei cittadini.

Grottaferrata ha delle vocazioni naturali: cultura, cibo, vino. È innanzitutto su queste vocazioni che andrebbe declinata la politica e le scelte amministrative anche al fine della creazione di un indotto che offra opportunità di lavoro per tutti: la valorizzazione e promozione dei valori di Grottaferrata. Una corretta politica di gestione territoriale ne è il presupposto fondamentale. Poi occorre lavorare per costruire proposte credibili e realizzabili che traducano in realtà un'idea di città nuova.

Enrico Tullio Pizzicannella

giovedì 2 gennaio 2014

Natale è passato

di Giovanni Pellegrini


Natale è passato.
Negli ovili non c’è più un abbacchio. Restano le pecore e una moltitudine di pecoroni, di destra e di sinistra, che cercano un pastore e immancabilmente finiscono sul bancone di un macellaio pensando che gli porti fortuna.
I pecoroni che sono finiti sul bancone di Grillo si contano ormai sulle dita. Erano un esercito, le cazzate del loro capo e dei loro rappresentanti li hanno ridotti a un manipolo e dei manipoli hanno l’arroganza e la prepotenza. Basta frequentare il loro blog e non si ha più bisogno del bicarbonato per digerire o vomitare tutto quello che si è mangiato per le feste. Insulti, minacce di morte, calunnie vergognose a chi non la pensa come loro. Pensatela come vi pare, ma se l’alternativa è questa meglio uno, dieci, cento, mille Letti, dove si dorme, ma qualche volta si scopa pure.
Natale è passato.
I commercianti si lamentano che i pecoroni non comprano più come una volta. Erano pronti, come ogni anno a tosarli per benino, ma gli è andata male. Le pecore, sfinite dalla miseria, non danno più lana. Era ora. Per due motivi, il primo perché forse è il momento di riscoprire una virtù di cui si sono perse le tracce dall’antica Roma, la probità. Il secondo perché dopo essersi spropositamente arricchiti a spese delle pecore per anni, con il raddoppio dei prezzi coll’entrata nell’euro e con l’evasione sistematica è arrivato il momento di attingere al gruzzolo che si sono portati alle Caiman.
Natale è passato.
Non me la sento, però, di farvi gli auguri. A che pro? Tanto nessuno potrà sottrarvi al vostro destino. Però no, un augurio ve lo posso fare: Scoprire l’utilità dell’inutile. L’ho scoperta leggendo un delizioso saggio che mi hanno regalato per Natale. Cercando l’utile perdiamo la capacità di riconoscere l’inutile che è necessario per arrivare all’essenziale, per capire il perché siamo al mondo e come poterci stare felici o almeno in modo piacevole.
Secondo la concezione prevalente utile è il profitto, il denaro, la ricchezza, il potere, che ci consentono di avere molte cose. Inutile è la letteratura, l’arte, la filosofia, la poesia, che consentono oltre che a conoscere bene se stessi anche a conoscere la bellezza che, in qualsiasi modo sia espressa, è l’unica vera fonte di felicità in questo mondo.

venerdì 27 dicembre 2013

Ghelfi accusa, Bottomei ribatte

 Sul sito internet de “Il Mamilio.it” dello scorso 20 dicembre ho letto la lettera che Mauro Ghelfi, ex sindaco di Grottaferrata, indirizza a Giampiero Fontana che, per quanto ne so, sindaco di Grottaferrata aspira a diventarlo. A quanto ho capito, l’uno sostiene la candidatura dell’altro e l’altro confida del sostegno dell’uno. Liberi loro di realizzare un’operazione politica.
Ma che c’entro io? a cui Ghelfi si riferisce dicendo di aver “sentito il dovere di ritirare l’incarico ad un mio assessore, accorgendomi che il suo operato non era consono con la mia linea e, principalmente, con la mia rettitudine”.
Un’affermazione questa non solo falsa ed imprudente, ma inutilmente diffamatoria, che costringe sia il Ghelfi, che ha redatto lo scritto diffamatorio, sia il Fontana che lo ha diffuso, a subire la querela giudiziaria, che ho predisposto ma non ancora presentato perché voglio aspettare qualche altro giorno per coinvolgervi in essa tutti coloro i quali si prendessero la briga di ulteriormente pubblicarla, dopo che è apparsa in parecchie pubblicazioni e diffusa, a mo’ di manifestini, in tutti i bar.
Ma che pensano costoro? di vincere un’elezione dandomi addosso? Io non sono un politico. Ho per molti anni accordato a Ghelfi la mia amicizia e la mia capacità professionale, e sono stato da lui scongiurato di partecipare come assessore al suo terzo mandato di Sindaco. Ma quando mi sono accorto che, “consono” per tante cose, soprattutto personali col Ghelfi, non lo ero più sul piano della concreta gestione amministrativa, mi sono dimesso ed ho protocollato la lettera di dimissioni.
In altri termini, poiché non faccio politica e non l’ho fatta nemmeno quando accettai di essere assessore nella Giunta Ghelfi solo per aiutare l’allora stimato sindaco, e sostenerne le capacità amministrative, e su pressante sua richiesta, mi limito ora a chiedermi come possa l’aspirante candidato Sindaco Fontana basare le sue chances non sulla prospettazione di un valido e serio programma politico ma sul risentimento senile del Ghelfi.
Solo in questi termini riesco a spiegarmi questa esplosione di risentimento di Ghelfi nei miei confronti dopo 7/8 anni dalle mie dimissioni.
Ma, diamine, darmi del disonesto a fronte della sua rettitudine! Che debbo fare? Debbo sfidarlo sul terreno della verità? Lo attenderò al processo! Se fosse ancora capace di leggere la realtà che lo circonda, lo inviterei a discernere bene con chi confrontare la sua rettitudine. Ma lui purtroppo non lo è (Se mai lo è stato). Lo dichiara lui stesso, e in questa sua consapevolezza farebbe bene ad astenersi dal partecipare ad una lotta politica che non è in grado di sostenere. Chi d’altronde pensa di approfittare di tale incapacità non mostra di essere politicamente affidabile. Questo è il sindaco che Grottaferrata attende?
Quanto alle vicende amministrative che il Ghelfi ha menzionato nella sua lettera, se qualcuno in qualunque sede ritenesse di dovermi richiedere notizie ed approfondimenti, sono a disposizione. Non voglio qui maramaldeggiare, a meno di non esservi costretto.
Grottaferrata, 23 dicembre 2013.

Antonio Bottomei 

martedì 3 dicembre 2013

PARLIAMO DI TARES... e il Comune arriva sempre per ultimo!

Premesso che il DPR n° 158 del 27 Aprile 1999 prevedeva le norme per l’elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, la legge n° 214 del 22/12/2011 (D.L. “Salva Italia”) con il dettato dell’art. 14 istituiva, fra l’altro, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi a decorrere dal 01/01/2013 per le unità immobiliari assoggettando al tributo stesso la superficie calpestabile, escluse le aree di pertinenza scoperte.
Al riguardo il 19/06/2013 la Responsabile del Servizio Entrate e Patrimonio informava che “a breve” avrebbe fatto recapitare a domicilio gli avvisi di pagamento della Tares con l’indicazione dell’importo dovuto.
Fra un comunicato per indicare le modalità di compilazione dell’F24 per il pagamento e gli avvisi per il ritardo nella ricezione dell’acconto di Luglio, si è giunti a Novembre.
Il 04/11/2013 con Delibera n° 23 viene approvato il Regolamento Comunale con il quale, richiamando l’art. 14 del D.L. n° 201 del 06/12/2011, si istituisce il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi a decorrere dal 01/01/2013.
La tariffa è determinata sulla base del Piano Finanziario con specifica deliberazione del Consiglio Comunale da adottare entro la data di approvazione del Bilancio di Previsione relativo alla stessa annualità, nello specifico al 2013.
Ora, dalla lettura del Bilancio di Previsione redatto in data 04/11/2013, al punto “Servizio 09 05 – SERVIZIO SMALTIMENTO RIFIUTI" risulta che gli impegni previsti per l’anno 2013 sono di € 4.045.147,99 mentre dalla Delibera n° 6 del 17/05/2013 la spesa a consuntivo per il 2012 è stata di € 3.782.406,68 generando un aumento del 6,50%.
Come se non bastasse, con delibera n° 68 del 18/10/2013, il Comune, nel determinare le tariffe TARES 2013 ha di fatto aumentato ancora la previsione di spesa portando alla base del calcolo la somma di € 5.001.736,89 che ha portato l’aumento al 24,38%, peraltro in contrasto di tempi con la redazione del 04/11/2013.
Già nel 2012 c’era stato un aumento del 19,29% rispetto al 2011, dove la spesa era risultata di € 3.052.712,68, comportando un aumento complessivo in due anni del 43,67%.
D. : Perché è stato previsto un aumento così considerevole visto che va ad incidere notevolmente nel calcolo delle tariffe?
L’art. 13 del Regolamento Comunale per la Tares prevede una riduzione per la raccolta differenziata, riferibile alle utenze domestiche, attraverso l’abbattimento della parte variabile della tariffa compreso tra il 30% e 50% dei proventi derivanti dal recupero di energia e materiali raccolti in maniera differenziata.
D.: Quali e quanti sono i proventi derivanti dalla raccolta differenziata?
D.: Da dove si evincono le somme ricavate da tali proventi?
D.: Perché non si sono applicate le rateizzazioni previste per legge o quantomeno
quelle previste dall’art. 33 del Regolamento Comunale Tares anche se erroneamente indicate in tre rate ma scadenti nei 4 mesi di: 1-marzo; 2- giugno; 3- Settembre; 4- Novembre?
Spero di ricevere risposte al riguardo.
Alla luce di quanto sopra espresso, faccio presente che negli ultimi due anni gli stipendi dei cittadini come le entrate per i commercianti o professionisti non hanno avuto lo stesso incremento e pertanto CI SI INDIGNA davanti al potere decisionale del Governo Centrale e di quello locale che sta inasprendo le tasse a scapito di solo quei cittadini facilmente reperibili salvaguardando sia le lobby che i politici a qualsiasi livello.
Penso che nel nostro relativo piccolo, i cittadini di Grottaferrata LAMENTANO questa oppressione e sono stanchi di pagare tributi per i quali non corrispondono i relativi servizi.
Infatti la manutenzione ordinaria della cittadina risulta carente sia per quanto riguarda la viabilità (presenza di buche, dossi ammalorati, ecc.) che per il verde pubblico e la pulizia delle strade.
Per non parlare della estenuante burocrazia interna agli uffici Comunali che non si riesce ad eliminare stante le lungaggini necessarie per far valere i propri diritti.
A conferma di quanto asserisco ho potuto constatare l’organizzazione per fronteggiare la massiccia affluenza dei cittadini nei locali comunali, in merito alla Tares, che hanno dovuto affrontare lunghissime code per la verifica dell’emissione di F24 talvolta errati negli importi che per errate applicazioni delle tariffe, senza peraltro aumentare le giornate di accesso al pubblico.
La mia speranza è quella che per le prossime elezioni di Primavera vengano eletti, per le cariche istituzionali, persone preparate, oneste e schive da conflitti di interessi che portino un effettivo cambiamento nelle consolidate abitudini dei nostri precedenti amministratori impegnandosi ad accogliere le aspettative dei nostri concittadini.

Dott. Ing. Riccardo Fulvi


martedì 26 novembre 2013

PUA del Tuscolo: un risultato positivo per le Associazioni e le Istituzioni

Sono passati tre mesi esatti da quando “Il Piccolo Segno”, l'associazione “U Lengheru Neru” e “Italia Nostra” hanno presentato un esposto per verificare la regolarità di alcune opere realizzate presso la Tenuta Fonteia, conosciuto come il PUA di Tuscolo.

venerdì 22 novembre 2013

Tuscolo prevale la legalità. Ordinata la demolizione di edifici abusivi

A leggere l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi del Comune di Grottaferrata, quasi non ci si crede: l’amministrazione “Ordina e ingiunge” la demolizione delle opere realizzate abusivamente dalla società Fonteia, ai piedi del Tuscolo.

mercoledì 13 novembre 2013

L’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione

Prendendo spunto, dalla famosa frase di Gramsci, mi sono venute in mente alcune riflessioni che consegno, a chi vorrà servirsene anche per criticarle, in merito allo sconsolato e sconsolante esito del congresso del P.D. locale.

giovedì 7 novembre 2013

A Grottaferrata nasce il progetto: la Città al governo, per un Nuovo Centro Sinistra


Un Nuovo Centro Sinistra a Grottaferrata: “La città al governo”
Grottaferrata, come tutto il Paese, ha bisogno di un'alternativa credibile

Grottaferrata ha bisogno di un'alternativa credibile: un Nuovo Centro Sinistra, al di fuori dei personalismi e delle lotte di potere locali, libero dalla morsa dei capicorrente della politica romana.

lunedì 4 novembre 2013

mercoledì 23 ottobre 2013

PD di Grottaferrata: l'analisi sconsolata di Pina Modestino del direttivo del Circolo


Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo di Pina Modestino del Consiglio direttivo del locale circolo del Pd
E cosi “il Partito Democratico di Grottaferrata si ritrova”, come riporta il giornale “Il Mamilio” riferendosi all’incontro con il Senatore che si è svolto lunedì 14 ottobre all’Istituto Benedetto XV nella stessa Grottaferrata.

lunedì 14 ottobre 2013

Se 80mila metri cubi vi sembran pochi. Il deputato Filiberto Zaratti denuncia l’accaduto

Il caso riguarda il Parco Regionale dei Castelli Romani, è scoppiato all’inizio di ottobre, ma risale al 2011. Di cosa si tratta? Di un Nulla Osta, i permessi rilasciati dal Parco finalizzati a nuove costruzioni.

giovedì 10 ottobre 2013

Sarà una piscina?

È lunga quasi venti metri e larga poco meno di dieci, è profonda un metro da una parte e poi sempre di più dall’altra, è rivestita di cangianti maioliche celesti, che danno all’acqua contenuta delle magnifiche sfumature verde smeraldo, i bordi sono praticabili e c’è una sdraio, al centro un materassino che galleggia, da un lato c’è una gradonata che pian piano si immerge nell’acqua.

lunedì 7 ottobre 2013

A Capodarco cose già viste

A Capodarco si sono dati convegno i rilanciatori del centro-sinistra. Si sente odore di elezioni a Grottaferrata e i lunghi silenzi dei periodi interelettivi vengono rotti da iniziative che si presentano come “novità”. 
Ma lo sono davvero?

sabato 5 ottobre 2013

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata al Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani, il cui oggetto è “inattività del Parco dei Castelli Romani”


Sandro Caracci
Commissario Straordinario del
Parco Regionale dei
Castelli Romani

p. c. Nicola Zingaretti
Presidente della Regione Lazio

Fabio Refrigeri
Assessore all’ambiente della
Regione Lazio

LETTERA APERTA

Oggetto: inattività del Parco dei Castelli Romani

venerdì 27 settembre 2013

Sui Rifiuti Grottaferrata rinuncia al futuro

L’associazione Zero Waste Lazio – Circolo di Grottaferrata ha condotto un primo approfondimento sul disciplinare e il bando di gara, contributo estivo del nostro Commissario alla gestione dei rifiuti grottaferratesi per i prossimi 5 anni.

mercoledì 18 settembre 2013

La Buona Pratica di un sistema di Raccolta differenziata

Le buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale andrebbero condivise soprattutto con la partecipazione diretta dei cittadini, delle associazioni di promozione sociale e culturale, dei portatori di interesse collettivo.

giovedì 5 settembre 2013

LETTERA APERTA AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL PARCO SANDRO CARACCI

Il Commissario Straordinario del Parco
Sandro Caracci

Nel presentarle le nostre congratulazioni per la sua nomina a Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani, vorremmo sottolineare alcuni aspetti che ci sembrano importanti. Avremmo voluto parlarne direttamente con lei in un’intervista, ma non ha risposto al nostro invito, quindi le inviamo questa “lettera aperta”, in attesa di una sua disponibilità.

martedì 20 agosto 2013

Il P.U.A. di Tuscolo torna ad allarmare

Il periodico “Il Piccolo Segno”, “Italia Nostra” e l'associazione grottaferratese “U Lengheru Neru”, hanno presentato un Esposto sulla questione del P.U.A. di Tuscolo, quella che avrebbe dovuto essere una azienda agricola.

mercoledì 7 agosto 2013

Risposta all'Assessore Elmo del vice-Presidente Comitato Colle Sant'Antonio

Ho visto l’intervista video alla Signora Elmo pubblicata sul Blog de Il Piccolo Segno. In particolare mi riferisco alla parte in cui la Signora, commentando il ruolo dei Comitati nel “ sociale”, ha interpretato, in modo purtroppo non approfondito, l’assenza del Comitato Colle Sant’Antonio in occasione di iniziative dell’Amministrazione, arrivando anche alla conclusione che il ruolo del Comitato non sia riconosciuto dagli abitanti.

giovedì 1 agosto 2013

L'angolo della satira

Meno male che ce stannu quissi du Pd

Mò quissi du Pd se so svejati tutti de botto. Scrivino i manifesti contro 'e lottizzazioni e dicino quantu so stati bravi a commannà. E si perché si stemo a ssu punto chi sa de chi è a colpa!
Fino a mò hanno dormitu; n'hanno fattu u piano regolatore novu; n'hanno dittu gnente a Mori che sé dimessu lascianno Grottaferata terra de conquista; e mò fanno i verginelli. Ma jate au lagu no!
Quissi du Pd hannu scrittu 'nmanifestu che più democristianu 'npoteva esse e che ce sarà costatu na sudata... Pensete npo', mo se riproporanno come quilli che vonno sarvà u paese. Ma da chi? Da issi!
Ve ricordete che è successo prima dell’utime elezioni? Tenevino da decide chi teneva da fa u sindicu: u volevino fa tutti. Bertuzzi s’era fattu fa pure a statua de San Nilo (a proposito ma che fine a fattu?) ma hanno stoppatu subbitu, allora issu 'a propostu Moretti  e pare che catunu c’ha dittu: “ma che ce fa co Moretti, a bira?” Broccatelli, l’eterno vice, ha tenuto da fa pippa e 'nsieme a tutti quill'atri hanno chiamatu 'nprofessionista da fori 'ncerto Mori che veneva da Roma 'ndo era fattu l'assessore. Che so forti i grottaferatesi. Quannu 'nsannu che pescì pija chiaminu uno de Roma; e che me cojoni! Fattu sta hanno fattu ‘e primarie pe decide chi teneva da candidasse. Io dico na cosa no, ma de du candidati uno se chiama Mori e natru Moretti (che po' saria ‘na specie de passatu remotu de Mori), ma co due che se chiamino così, se pure vinci l'elezioni, u destinu è segnatu. E 'nfatti Mori, doppo 'npo', “morette”. E fine di giochi. Io pensu che u Pd se porta sfiga e 'npo vince nemmeno si cure da solu. Lasciete perde, detime retta.

U Cricchiu, (vu ricordete u custode du campu sportivu?), che capisceva subbitu chi era bonu e chi no a giocà, quannu vedeva unu fiaccu diceva: “'nso zampe quesse che ponno giocà a pallone”. E così quissi du piddi, nso capocce quesse che ponno amministrà. E allora sempre pe rimane 'ntema de pallone ve ricordo quellu che i tifosi da Vivace cantevino all'avversari: “per i miseri implora perdono, per i deboli implora pietà”

Maleppeggio

lunedì 29 luglio 2013

Per una nuova stagione politica a Grottaferrata

Dopo le ultime elezioni politiche nazionali il PD ha inanellato una serie di sconcertanti errori politici, figli più che di insipienza tattica di un evidente gap di strategia. Al PD manca una visione politica generale, un progetto di società. Troppe anime, tra di loro alternative al punto che marcano uno stand by politico che lascia disorientato il suo tradizionale elettorato. Il risultato è una confusa politica consociativa, mancanza di iniziativa, inasprimento di lotte di potere interne, un arrancare dietro le spinte populiste del suo alleato-nemico PDL.

giovedì 25 luglio 2013

Le Associazioni di Grottaferrata replicano al segretario del PD

Il Pd, con il suo segretario di circolo, si sveglia dal lungo letargo e finalmente prende posizione sulla delibera del Commissario prefettizio che cambia le destinazioni d'uso di una lottizzazione a Molara da turistico-alberghiere a residenziale.

mercoledì 24 luglio 2013

Per la costruzione di una nuova proposta democratica e di sinistra a Grottaferrata

L'ingloriosa caduta della Giunta Mori rappresenta il fallimento del centro-sinistra di Grottaferrata. È un dato di fatto. Diversi esponenti di questa coalizione lo hanno espressamente ammesso. Quella che l'assessore uscente Elmo ha fatto nella video intervista al Piccolo Segno è un'analisi amara e impietosa e mette in evidenza l’enorme difficoltà di realizzare una vera cultura di centro-sinistra, una visione altra e alta della politica e del governo della cosa pubblica. Il centro-sinistra, si dice, è invece intriso di personalismi e particolarismi, di lotte di potere ed interessi di parte. Non c'è un dibattito sulle cose da fare, ma solo battaglie tra gruppi portatori di interessi diversi.

venerdì 19 luglio 2013

Video intervista all'assessore uscente Maria Giuseppa Elmo

Il Piccolo Segno continua nell'approfondimento dei temi che riguardano le motivazioni e i risvolti della crisi politica cittadina che ha portato alla caduta della Giunta di centro-sinistra. Dopo l'intervista ai consiglieri dissidenti del PD e all'assessore  uscente Andreotti, proponiamo ora una serie di quattro colloqui con Maria Giuseppa Elmo, su altrettanti temi: la crisi del centro-sinistra, il tema della Partecipazione, i rapporti con il Parco, il futuro politico.
Una buona visione tutti.

 
 
 

venerdì 12 luglio 2013

Grottaferrata: il Commissario prefettizio entra a “gamba tesa” nella politica urbanistica

Revocando una delibera della precedente Giunta che obbligava una società privata a rispettare patti sottoscritti, il Commissario prefettizio che ha sostituito Giunta e Consiglio comunale dopo le dimissioni del Sindaco Mori, ha consentito la trasformazione di 11.000 metri cubi turistico-alberghieri in case di lusso in una zona pregiata e delicata come Molara.

mercoledì 19 giugno 2013

giovedì 13 giugno 2013

Sabato 15 giugno a "Pratone" Sit-in delle Associazioni

Sabato 15 Giugno dalle ore 9,30 fino a pomeriggio inoltrato le associazioni "Italia Nostra sezione Castelli Romani", "U Lenheru Neru", la redazione de "Il Piccolo Segno di Grottaferrata" e il "Comitato di cittadini di Cartabrutta" organizzano un Sit-in sui problemi di Grottaferrata lasciati in sospeso dalla dimissionaria Giunta Mori. il Sit-in si terrà in località Pratone davanti al Supermercato. 
Gli argomenti riguardano il complesso della Gestione Territoriale del Comune. È importante partecipare anche per firmare un documento che verrà presentato al Commissario prefettizio al quale le Associazioni hanno chiesto un incontro. Ne va del futuro di Grottaferrata.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

lunedì 3 giugno 2013

Grottaferrata e crisi amministrativa: video intervista a Luciano Andreotti

Il Piccolo Segno torna sulla crisi amministrativa a Grottaferrata con un'intervista all'assessore uscente Luciano Andreotti.
Domenica 9 giugno dalle ore 10,00 il "Piccolo Segno" insieme all'associazione "U Lengheru Neru" e "Italia Nostra - Sezione Castelli Romani" organizzano un sit-in in piazza Cavour. La caduta della giunta Mori ha lasciato una pesante eredità a Grottaferrata ed è nostra intenzione illustrare ai cittadini i problemi e le proposte delle tre associazioni. Sui questi temi abbiamo già chiesto un incontro con il Commissario prefettizio. 

mercoledì 29 maggio 2013

Anteprima dal prossimo numero in uscita: UBI COMMODA, IBI INCOMMODA

“Ubi commoda, ibi incommoda”, è un’antica massima latina riguardante in senso lato il principio di responsabilità civile che, applicato alla politica, potremmo oggi tradurre così, come un monito: se sei un leader e ricopri una posizione di potere, ne rispondi sia che tutto vada bene, sia soprattutto se le cose si mettono male.

lunedì 20 maggio 2013

Video-intervista agli ex Consiglieri comunali Rita Consoli, Veronica Arpaia, Ruggero Capulli, Lorenzo Bongirolami

Il Piccolo Segno di Grottaferrata inaugura una nuova modalità dell'informazione ai cittadini: le video-interviste. La recente crisi amministrativa, che ha portato alle dimissioni della giunta di cento-sinistra guidata dal Sindaco Gabriele Mori, ci ha sollecitato a ricercare forme nuove per offrire ai cittadini una informazione più diretta ed efficace.
Pensiamo che le video-interviste ai protagonisti della vicenda politica cittadina, con un confronto aperto con la redazione del “Piccolo Segno”, possano risultare adatte allo scopo.

martedì 14 maggio 2013

Chi si loda si sbroda Quando si scambia il monologo autoreferenziale per Informazione

Abbiamo chiesto all’ex-sindaco Gabriele Mori una video-intervista da pubblicare sul blog del “Piccolo Segno”. Si trattava, e si tratta ancora, di capire i motivi reali che hanno spinto Mori a dimettersi e per “cercare di capire” avevamo appunto avanzato questa proposta semplice: una intervista ripresa con una telecamera nella quale l’ex Sindaco avrebbe potuto dire le sue ragioni e il “Piccolo Segno” avrebbe potuto fare liberamente delle domande.

venerdì 10 maggio 2013

PD: dibattito aperto

Dopo le ultime elezioni politiche e tutto quello che ne è seguito con le elezioni del Presidente della Repubblica e il nuovo patto di governo PD-PDL-SC, le cosiddette “larghe intese”, sono esplose tutte le contraddizioni di un partito, il PD, che si ritrova oggi completamente in balia degli eventi, senza un progetto politico, con una base delusa e amareggiata e un gruppo dirigente che sembra vivere su un altro pianeta per quanto è lontano dal “sentire” del suo popolo.
Per chiunque si riconosca nei valori della sinistra - e questo giornale è tra questi – quello che sta succedendo nel PD non può essere indifferente. Dunque cercare di capire cosa stia succedendo per contribuire in qualche modo a ripartire, quanto meno a ragionare insieme, è un esercizio ineludibile. Tra l'altro le vicende nazionali si relazionano con quello che sta accadendo in questi giorni a Grottaferrata, dopo il fallimento dell'esperienza della Giunta di centro sinistra guidata dal Sindaco Mori. Anche qui, nel nostro piccolo, la frantumazione politica del PD, l'inazione del suo gruppo dirigente, le lotte di potere interne, l'assenza di un progetto politico capace di rappresentare l'idea di città, moderna e sostenibile, hanno condotto il PD e il centro sinistra ad “un'abdicazione senza onore”, come si è espresso Walter Tocci in un ragionamento recente sulle vicende nazionali e che può essere usata anche per rappresentare la situazione locale.
Il blog del “Piccolo Segno” intende aprire una comune riflessione su questi temi, auspicando che possa aiutare a capire e a trovare strade nuove, percorsi comuni per tutta la sinistra.
Chiunque voglia contribuire è benvenuto.
Partiamo subito con un contributo di Angelo Viticchiè.     

PD: dibattito aperto (1)

La fine di un sogno
Seguo in questi giorni e momenti le vicende del PD nazionale, l’organizzazione dell’assemblea generale, le discussioni e le liti tra le correnti, vecchi e nuovi personaggi che s’incolpano a vicenda, la ricerca di un nuovo segretario, un reggente che traghetti, qualcuno, insomma, che sappia tirare fuori questo partito da una situazione a dir poco imbarazzante.
Seguo questi momenti con ansia e trepidazione, nella speranza che succeda qualcosa, che si accenda una luce, ma non so.
Ho seguito anche le vicende locali, sia quelle dell’amministrazione sia quelle del PD grottaferratese, e dire che il cuore mi si stringe è poca cosa.
In entrambe le situazioni torno a guardare i giorni passati e vedo un’evidente catena di errori che una classe politica degna di questo nome non avrebbe mai dovuto commettere, particolarmente in questi giorni, in questo periodo di grandi difficoltà per le famiglie, per i giovani, per il lavoro che non c’è, per la fine della speranza, per un futuro indefinibile.
Io non sono più iscritto al PD, da tempo, per cose insopportabili alla Regione Lazio per i Patti territoriali alla Provincia di Roma, per gli schizzi di vergogna e rossore che ci hanno sempre toccato, mai usciti chiari e limpidi. Non sono iscritto a nessun partito, ma l’area che quel partito rappresenta o rappresentava è la mia e quella di tanta gente che ha avuto e condiviso tante speranze, quella che ho sempre ritenuto migliore, piena di idee innovative, di moralità, senso dello Stato, senso del Comune a dispetto di tutte le sofferenze della mia sindacatura, senso del servizio, non del potere.
Di tutto questo non è stato tradotto nulla nella realtà, anzi!
Non pensavo proprio, dopo tanti anni d’impegno politico e sociale, che arrivassimo a questo punto e spesso mi domando, dove abbiamo sbagliato, cos’è che non abbiamo capito, quando hanno prevalso i furbetti della politica?
Durante tutto il mandato di sindaco non ho avuto tessere; ho seguito l’esempio di uno dei più significativi sindaci di Grottaferrata, Antonio Intreccialagli che depositò al comando dei vigili urbani la sua tessera repubblicana e la riprese alla fine, dopo aver fatto il Piano regolatore, tanto per ricordarne la portata.
Il sindaco di tutti, al servizio di tutti.
Ho fatto la tessera del Pd seguendo i suggerimenti di Benigni, di Scalfari, quando invitavano tutti a partecipare, a non allontanarsi dalla vita politica, ma poi, non ce l’ho fatta più.
Adesso, dopo innumerevoli fallimenti e cose gravissime come la votazione per Prodi alla presidenza della repubblica, sento che sta finendo un sogno, che tutto si sta sgretolando dietro la faccia cinica di D’Alema, lo strano buonismo di Veltroni, l’arrembante Renzi, la follia di Grillo.
Del resto, voi italiani, come dice un mio amico, siete un popolo proprio strano se alle ultime elezioni fate ancora prendere il 25% a Berlusconi e il 25% a uno come Grillo.
Cosa volete sognare ! Angelo Viticchié

domenica 5 maggio 2013

Tanto tuono, che piovve!

E dunque Mori ha tenuto il punto. Chi pensava che le sue dimissioni servissero solo a ricondurre a ragione i consiglieri ribelli, si deve ricredere. L'esperienza della giunta Mori è finita qui. Malamente!

sabato 13 aprile 2013

La cattiva coscienza dei Sindaci


Da quello che si legge nelle cronache dei giornali di questi giorni, i Sindaci partono lancia in resta contro il Parco dei Castelli Romani, accusandolo di inefficienza e di ritardi nelle pratiche edilizie. Sottolineano l'inutilità dell'Ente di Tutela, ma pretendono di gestirlo direttamente attraverso un consorzio di comuni.

giovedì 11 aprile 2013

Mori si dimette. Requiem per un Sindaco al di sotto delle aspettative

In un consiglio comunale drammatico, convocato per approvare provvedimenti di una certa rilevanza, Mori è stato messo in mora dalla sua maggioranza.

lunedì 18 marzo 2013

Rettifica del Comune sul sito istituzionale e risposta della redazione de "il Piccolo Segno"

Gentile direttore de “Il segno”,
in relazione all’articolo apparso sul blog dello stesso giornale dal titolo “Il Sito Oscuro del Comune (The dark side of the municipality) Altro che Trasparenza!

mercoledì 6 marzo 2013

Variante Generale di Piano (P.U.G.C.): uno scenario di grande preoccupazione

Sembra evidente la strategia adottata dall'Amministrazione Mori sulla questione del Piano Urbanistico Generale Comunale (P.U.G.C.): differire la sua approvazione per consentire il completamento delle previsioni espansive del vecchio P.R.G. Questa impressione è netta ed è del tutto inutile, o fuorviante, affiggere manifesti contro le lottizzazioni se poi si resta immobili e silenti sul vero nocciolo del problema.

Il Sito Oscuro del Comune (The dark side of the municipality) Altro che Trasparenza!

Non sappiamo se i cittadini lo ricordano ma il primo Sito Internet istituzionale di Grottaferrata è stato istituito nel lontano 2001 da un’Amministrazione di centrosinistra.

sabato 2 marzo 2013

Ma il risultato delle elezioni è coerente e potrebbe essere utile (se l’interesse per il paese e l’intelligenza tornassero di moda)

Finalmente sono arrivate le elezioni e abbiamo votato.
Vedo molta tristezza in giro per il risultato ottenuto dal centro-sinistra, di un soffio alla camera, leggermente più largo al senato per il quale il PORCELLUM ha fatto la sua parte.

mercoledì 6 febbraio 2013